martedì 22 settembre 2009

La Brioche!

brioche

E mi sembra giusto, siccome sto a dieta decido che non è più il caso di fare colazione al bar. So’ saggia, né?



Allora… mi faccio la brioche con la macchina del pane! Scaltra!
Questa macchina del pane è davvero un’invenzione fantastica! Mi dà un sacco di soddisfazioni e di gioie, si può paragonare alla prima volta che ho fatto i popcorn nel forno a microonde… che evento!
Comunque la ricettina l’ho trovata sul sito kucinare.it, trattasi di un sito molto molto ricco di ricette e di foto ma graficamente non è proprio tanto attraente e quindi non lo consulto spesso.


 


La ricetta, adattata da me… è la seguente:


200 g di farina da pane


100 g manitoba


1 cucchiaino di maizena


1 bustina di lievito mastro fornaio


1 uovo + latte o yogurt= totale 180 ml nel bicchiere graduato


50 g di burro morbido


1 cucchiaino di sale


3 cucchiai di zucchero di canna


 



Ho sbattuto l’uovo nel bicchiere graduato con un po’ di yogurt e di latte di riso (aò avevo solo quello!) fino ad arrivare a 180 ml e poi ho versato nella vaschetta della macchinetta magica insieme al burro morbido.
Ho versato sopra le farine con lievito sale e zucchero ed ho avviato il programma 4, quello per i pani dolci.
Ho messo 500 g come quantità e doratura media.


Dopo circa 3 ore la macchinetta della felicità ha sfornato una bella brioche profumata e dorata al punto giusto, perfetta per la mia colazione di stamattina!

Era anche carina la scena di me stamattina che mezza in piagiama e mezza vestita ero lì che armeggiavo con la digitale cercando di fare qualcosa di meglio delle mie solite foto schifo. Risultati? Una schifezza.

Però la brioche era super buona, leggera e morbida e poco dolce, come piace a me!

lunedì 21 settembre 2009

è proprio qui...

...si si, l'autunno è proprio qui! Da oggi ufficialmente, sono proprio contenta, e poi piove... e così posso sfoggiare l'ombrellino al titanio che ho comprato in un piovosissimo pomeriggio d'estate a Berlino, è carinissimo!

Il finesettimana è andato tranquillo, ho mangiato troppo e le girelle sullo stomaco sono sempre lì! Siamo andati a cena dai miei, erano settimane che non li vedevo e la mia mamma mi ha fatto uan cena che racchiudeva una serie di miei piatti prefriti:

1. parmigiana di melanzane

2. vitello tonnato

3. patate al forno

Più di così!

Naturalmente era tutto molto buono e così ci siamo portati a casa le provviste per la settimana che poi in genere il lunedi sono già tutte finite!

Oggi ho messaggiato un po' con Nello. La bambina non sta bene. Ha una malattia genetica e ha pochi mesi di vita. Loro sono molto forti. Straordinariamente forti. Se la stanno cavando alla grande e cercano di continuare a vivere normalmente, hanno una grande famiglia ed un'altra figlioletta che non possono trascurare, ma mi chiedo quanto cavolo possa essere difficile vivere una situazione del genere.

Quanta forza bisogna andare a scavare sul fondo del barile della proprio anima per non buttarsi giù dalla rupe.

Vorrei andare a trovarli.

Sul fronte Monica in settimana terza sessione (autunnale!) di chemio, primo giorno moelcola intelligente, secondo chemio e la new entry è questa fantastica puntura spinale, per avvelenarla proprio dall'interno.

Ora io mi domando: ma menomale che è circoscritto e non si è diffuso... cosa le avrebebro fatto se si fosse diffuso? Bà... loro sono medici, loro sapranno. Spero solo che il giorno dell'esame di chemioterapia non abbaino copiato tutto dal compagno di banco!

Sul fronte interno... ho sempre dei grandi mal di schiena! ma che sarà? In settimana vado ad informarmi per fare un po' di yoga.

Di cucinare per un po' non se ne parla.

Ah... dal 1 ottobre sono disoccupata. Toda joia. Come farò a stare a galla?

A non diventare un vegetale isterico?

giovedì 17 settembre 2009

La schiacciata all'uva!



Ma si che lo so che prima di tutto dovrei imparare a fare delle foto almeno un po' migliori di queste qui... prima o poi mi impegnerò!

Comunque a forza di vederla tanto in giro su tantissimi blog non potevo esimermi dal provarla.

L'avevo già assaggiata una volta che una mia collega toscana la portò in ufficio, era molto buona, dolce e profumata ma... era piena di semi che disturbavano troppo!

Così io ieri sera dopo una simpatica giornatina di lavoro sono tornata a casa ed ho provveduto a togliere i semi a un kilo d'uva nera, non da vino però, perchè non so dove trovarla (e qui si potrebbe aprire una parentesi sui propositi per l'autunno/inverno).

Ho seguito la ricetta di uno dei miei blog preferiti, quello di Anice & Cannella

Ho impastato, con la macchina del pane (!):

400 gr di farina 0

10 gr di lievito mastro fornaio

2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

1 cucchiaino raso di sale

4 cucchiai di zucchero

270 gr di acqua circa

Dopo la lievitazione ho tirato fuori l'imapsto dal cestino della macchina e nonstante fosse lievitato abbastanza bene era ancora un po' appiccicoso, ho dovuto aggiungere altra farina.

Ho steso 2/3 dell'impasto in una teglia rettangolare coperta con carta da forno e ci ho messo l'uva, che era tantissima! Adesso se riguardo la foto di Paola mi accorgo che forse ho esagerato.. troppa uva!

Ho spolverato i chicchi con un po' di zucchero ed ho coperto con il restante impasto.

Altra super quantità di uva, altro zucchero e spruzzatina di olio.

In forno caldo (180/200) per un'oretta abbondante, anche meno in un forno normale.

La ricetta prevedeva anche i semi di anice ma io... non ce li avevo, secondo me ci stanno bene e la prossima volta li voglio provare!

NOTE: l'impasto nella macchina del pane può andar bene se uno ha fretta, ma secondo me quando lo faccio a mano viene meglio.

Un kilo di uva era troppo, 700 o 800 grammi possono andare bene.

L'operazione di togliere i semi all'uva + stata impegnativa e noiosa ma ne valeva sicuramente la pena. Mi chiedo però se forse l'uva da vino ha i semetti più piccoli e quindi non è necessario toglierli. Bò.

martedì 15 settembre 2009

ARIECCOMI

Bè che dire? Sò sempre la solita. Comincio mille cose e non ne finisco mezza. Tipico.

Com'è, come non è rieccomi qui al blogghe. Dopo l'estate. Che sta maledetta estate sta finendo vero? No perchè qui non se ne può più di dolori e disgrazie. E dico sul serio.

CAPITO?

Adesso arriva l'autunno e Monica finirà la cura, la figlia di Nello, tra mille difficoltà, starà meglio e noi tutti potremmo goderci in pace e rilassatezza questo autunno.

Autunno. Già lo sentimmo venire

nel vento d'agosto,

nelle pioggie di settembre

torrenziali e piangenti

e un brivido percorse la terra

che ora, nuda e triste,

accoglie un sole smarrito.

Ora passa e declina,

in quest'autunno che incede

con lentezza indicibile,

il miglior tempo della nostra vita

e lungamente ci dice addio.

Eccola qui. Puntuale come ogni anno, la poesia di Cardarelli, mi piace tantissimo e mi sembra che renda in modo impeccabile le sensazioni di questa bella stagione.

Vabbè vabbè, torniamo a noi.

Che ho fatto quest'estate?

Ho cucinato? No.

Ho vacanzato? No.

Ragazzi miei, HO LAVORATO!

Epprima il G8, eppoi i Mondiali di atletica a Berlino, eppoi ancora, ciliegina sulla torta, i Mondiali di Boxe ad Assago.

Che tortura, 15 giorni in una tenda a 36° nel parcheggio del Forum di Assago... il niente nel niente. Non ne potevo più, volevo scappare. E invece sono dovuta rimanere lì fino alla fine. Che lavoro di merda.

Oh sì sì, è proprio così.

lunedì 3 agosto 2009

la cena... e altro.



Ci sono certe giornate in cui fai di tutto per essere normale, per stare tranquilla e non pensare a nulla di triste. Allora torni a casa, cucini, mangi volentieri, però sotto sotto c'è qualcosa che non torna del tutto. Una inquietudine sottile (bè, a volte neanche tanto sottile!) mi accompagna sempre.

Oggi abbiamo sdoganato la recidiva. Cioè: io leggendo su internet ho letto che è molto frequente, ma non ne ho mai parlato con lei, oggi lei mi ha detto: si, si, adesso possiamo anche uscirne ma se poi tra dieci anni ritorna? E che dovevo dire? Che tra dieci anni chissà cosa si saranno inventati, che non è mica matematico che ritorni, che adesso bisogna solo preoccuparsi di sconfiggere quello che c'è ora... insomma 'na marea di cazzate. Mammamia quant'è difficile.

In questo bel clima rilassato ho deciso che la panna acida dell'auchan andava consumata e quindi, ecco qui la cena:

FRITTATA DI PATATE E CIPOLLOTTI con panna acida e salmone affumicato

3 uova

3 patate grattuggiate

2 cipollotti sminuzzati

2 cucchiai di farina

1 pizzico di lievito

sale e pepe

Si mescola tutto insieme e poi si fa cuocere per circa 7 minuti per lato su una padella ben unta.

Poi si fa raffreddare e si serve ricoperta di panna acida e salmone. La panna acida si può mescolare all'erba cipollina fresca. Io non ce l'avevo e così ho usato quella secca. Che non è la stessa cosa... Il risultato mi è davvero piaciuto molto, si sposava tutto a meraviglia ed è l'ideale per una cenetta fredda! Sicuramente un piattino da riproporre!

Domani biopsia spinale a Tor Vergata.

siamo a lunedì... si avvicina il compleanno!



Cominciamo con la poca serietà: non ho fatto neanche una, dico una foto al cheesecake!
Magari posso descriverlo accuratamente, sarà al stessa cosa?


Comunque era molto buono, e anche la panna acida è stata una bella scoperta! Naturalmente alla GS non l'ho trovata allora l'ho fatta con:

250 g di panna fresca

2 cucchiai di yogurt bianco

1 cuchiaio di succo di limone

Mescolare il tutto e far riposare finchè non si addensa.

Una figata...buonissima!

Tra parentesi poi il giorno dopo sono andata al mega Auchan di Bufalotta e lì ho trovato la vera Creme fraiche... che non la prendevo? Dovevo provare se il sapore era proprio lo stesso.

Ebbe no, cioè nì, più o meno si, ma la mia sapeva più di yogurt, quella comprata era più panno-formaggiosa. Buonissima pure quella comunque.

Quanto all Cheesecake ho utilizzato:

300 g di digestive ma non i soliti, quelli tipo grancereale

60 g di burro fuso circa

1 cucchiaino di cannella

Frullati i biscotti, aggiunto il burro e la cannella.

Li ho messi sul fondo della teglia rivestita ben benino di carta forno e li ho pressati con un cucchiaio e poi in frigo.

Poi ho mescolato con una frustina 450 g di philadelphia con

2 uova intere

100 g di zucchero, anche meno

succo di limone

La panna acida alla fine ho deciso di non mescolarla a questo impasto ma di farne un terzo strato, quindi ho ripreso la base dal frigo e ci ho messo sopra la crema di Phila., poi via in forno per una mezz'oretta a 160 gradi. Nel mio forno super debole non si è colorata per niente, eventualmente, per forni normali si può coprire con alluminio.

Poi l'ho lasciata lì nel forno a riposare un po', una volta fredda ci ho aggiunto sopra la mia panna acida e di nuovo in forno per 20 minuti.

Si fa raffreddare e poi va in frigo per un bel po' di ore.

Io l'ho servita con una cremina di lamponi, che sono la mia passione, e naturalmente ci stava benissimo!

Quando la rifarò, prometto che farò una foto!