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giovedì 28 gennaio 2010

Stasera castagnole!

Ho fame. Molta fame. Famissima!
Avrei voglia di dolcetti di carnevale ma in giro ho visto ancora poche novità!


Spero stasera di riuscire a combinare qualcosina, che ne so, due castagnole, un po’ di frappe!
Tanto per dare un senso a questa dieta! Noo?

Ho fatto una veloce ricerca in rete e ho deciso che la mia ricetta sarà questa (mia… per modo di dire, è di Anice&Cannella!)


Ingredienti:
50 g di burro


150 g di zucchero

Buccia grattugiata di arancio e limone

300 g di ricotta

5 rossi d’uovo (ma sono tantissimi!!)
500 g di farina (e quindi starò tutta la sera a frigge! Facciamo metà dose, va!)


150 g di latte

1 bustina di lievito.

Poi si possono mettere 2 cucchiai in meno di latte e sostituirli con rhum o altro liquore, io ci ho messo il Grand Marnier e ci stava benissimo, oppure si può sostituire un po’ di farina con la fecola. Ma l’importante, la cosa fondamentale è che alla fine le castagnole non vanno passate nello zucchero a velo ma nello zucchero normale, magari quello più solubile, con la grana più fine, ma NIENTE zucchero a velo, chiaro?

Comunque, ciò detto, si impastano gli ingredienti nell’ordine, si fanno delle palline e si friggono.

Zucchero semolato, non a velo, mi raccomando e non ve lo fate ripetere!



Per la foto… già sapete la storia, vediamo che riesco a combinare stasera ma non prometto niente!

mercoledì 20 gennaio 2010

Tortino patate e carciofi


Oh l'ho appena mangiato e dovevo assolutamente scriverne subito!
Avevo questi tre carciofetti belli belli in frigo da un paio di giorni e volevo farli fuori. Prendo il "cucchiaio d'argento" che di solito mi da grandi soddisfazioni, e trovo questa ricettina TORTA RUSTICA DI CARCIOFI E PATATE, sembrava interessante e infatti lo è davvero!
Per 4 persone:
4 o 5 carciofi
500 g di patate
pecorino gratt
sale, pepe, olio e timo.


L'esecuzione è semplice, pulire i carciofi e farli a fettine sottili, poi a bagno nell'acqua e limone.
Fare a fettine anche le patate.
Imburrare, meglio oliare, una teglia e ricoprire il fondo con le fettine di patate, un solo strato ma anche un po' sovrapposte.
Poi aggiungere le fettine di carciofi, salare e pepare e poi cospargere di pecorino, dopodichè aggiungere il timo e l'olio.
Infornare a 180° per 40 minuti e poi passare 5 minuti sotto il grill.


Che ve lo dico a fa'?  Pezzetto dopo pezzetto me lo so' magnato tutto... era divino!
Ho fatto anche le foto ma come al solito... schifìo.
Domani le scarico e vedo se rendono l'idea!

giovedì 3 dicembre 2009

Giovedì e l'hummus mangiabile!

Sì sì, già giovedì! Che bello... aspetto con ansia questo finesettimana in cui vedrò Monica, farò qualche dolcetto, andrò al Farmer's market vicino al circo massimo, arriveranno i mobili del salotto, compreremo l'albero di Natale e insomma staremo proprio bene!
Se poi mi riesce vorrei fare pure qualche regaletto di natale, tanto per portarmi avanti visto che la prossima settimana sarò nuovamente e allegramente a Bruxelles!


Ma veniamo al focus del posto che è... tà tà.. l'hummus (tentativo 2!)
Non so se ho raccontato di quell'obbrobbrio preparato ormai settimane fa che voleva essere un hummus e invece era una pappetta liquida e acida assolutamente immangiabile, inguardabile e indigeribile...
Avevo letto di questa ricetta in cui al posto della tahina si usavano direttamente i semi di sesamo frullati, però evidentemente il mio minipimer non è abbastanza potente e così i semini non si sono sminuzzati e non hanno svolto quell'azione cremosa/oleosa, in più devo aver messo una vagonata di limone che ha dato una terrificante acidità al tutto. Da buttare.
Poi l'altro giorno passo da via dello statuto e mi ricordo che un tempo devo aver letto da qualche parte che c'è un negozietto di roba araba/cino/giappa e quindi lo individue ed entro.
Si chiama Selli international qualcosa e dentro ci trovo un bel po' di indiani e pakistani (hanno pure i giornali pakistani... sò veramente avanti!) e qualche italiano curioso. Dopo un giretto copro sta tahina e un sacchetto di alghe dulse in fiocchi... bò, mò mi è presa sta mania delle alghe!
Vabbè per farla breve ieri ho fatto l'hummus con la tahina e il risultato è stato apprezzabile, non buonissimo ma buono, migliorabile non so bene come ma ci proverò, del resto ho mezzo kilo di tahina...
Alla ricetta originale che prevede
250 g di ceci lessati
2 cucchiai di tahina
1 spicchio d'aglio
sale

io ho aggiunto un cucchiaio di yogurt bianco ed ho sostituito il sale con la salsa di soia (da non ripetere, troppo forte il sapore della soia).
Si frulla tutto e si fa riposare in frigo per mezz'oretta. Prima di servire ho aggiunto un filo d'olio e un po' di paprika.


Le foto non ho neanche provato a farle perchè già io sò negata, poi l'hummus non è neanche gran che fotogenico quindi onde evitare frustrazioni,  ho accannato.

Bene sìori e sìore, questo è quanto, ma non dimenticate che stasera c'è lo yoga scrocchiaossa, non vedo l'ora!
Oggi poi vado da sola che the husband ha il torneo di ping pong in ufficio (sì lo so la cosa si commenta da sè... li vorrei vedè io questi qui che alle 5 in camicia e cravatta giocano a ping pong... bò.)


At salut.

mercoledì 25 novembre 2009

le ricette dei finti muffins

Cazzarola, se trovo in giro un'altra ricetta che per fare i muffin mescola insieme ingredienti solidi e liquidi mi incazzo.
Se dovete fare dei muffins burrosi, soffici e spugnosi non chiamateli muffins, chiamateli "tortine"!


Ecchecacchio, quanno ce vò ce vò!

lunedì 9 novembre 2009

Io e la mia nuova amica Platessa!

platessa


Eccola qui la bella foto della mia nuova amica platessa!
L'ho snobbata per anni e poi guarda te... in una fredda e piovosa sera di novembre mi ci cade l'occhio. Poi era pure in offerta!
Sai qual è il più grande pregio della platessina? Dal freezer alla tavola in 6 minuti netti! Cè pure da dire che io sono stata brava e l'ho saputa cucinare bene:
aglio (quello buono e non quello ispanico che sa di rancido)
olio
pomodorini a metà
olive taggiasche
un'acciughina
capperi


Si fa un sughino in padella e poi si mette giù la platessa, il tempo di cuocere, saranno circa 5 minuti, poi si aggiunge sale pepe e prezzemolo e via in tavola!
Che te lo dico a fà? Buonissima. Nei limiti del prodotto. Più che altro COMODA.
L'adotterò.

mercoledì 4 novembre 2009

La pasta e ceci, spegni e lascia lì!

ceci


Poichè ieri non era proprio aria di zuppa abbiamo ripiegato sulla pizza! Abbiamo provato quella tonda della pizzeria nuova che ha aperto qui vicino, si chiama Pizza Magi e mi sembra proprio interessante, cioè non la tonda che era un po' biscottosa, ma quella al taglio che è prorpio buonissima, morbida e croccante, piena di bei buchetti, insomma come piace a me!
Ma torniamo ai ceci... visto che ieri non era giornata... si ripropone oggi!
Ieri mattina ho messo a mollo i ceci, poi la sera li ho scolati e li ho messi a cuocere in abbondante acqua salata. Non ci hanno messo neanche tanto, un'oretta ed erano teneri.
Poi sono rimasti lì nella loro acquetta tutta la notte ed oggi ho preso una bella cipolletta, l'ho fatta a fettine e l'ho messa ad imbiondire (ma che modo di dire è??) con un bel po' di olio ed una puntina di peperoncino. Una volta che è diventata bella tasparente e che ha impesttao di odore di cipolla tutta la dimora ho aggiunto metà dei ceci e li ho fatti un po' insaporire, nel frattempo con il fido minipimer dal ribalto facile, ho frullato l'altra metà dei ceci.
Poi ho preso l'acqua di cottura dei ceci e l'ho fatta un po' scaldare dopodichè l'ho aggiunta ai ceci ed ho aggiunto anche il purè (quello del minipimer), a questo punto si poteva anche aggiungere una bella patata lessa per dare morbidosità al tutto, ma io non ce l'avevo, quindi niente. Ho invece aggiunto un cucchiaio di concentrato di pomodoro che aggiunge un po' di colore ed un po' di sapore.
Allo stesso modo ero priva sia di salvia che di rosmarino... che paiono indispensabili per la cottura dei ceci, ora... io il rosmarino non è che lo ami tanto, spesso non lo digerisco neanche, la salvia invece... ne vado matta e secondo me ci stava benissimo (come nella pappa al pomodoro, l'ho già raccontata? mi sa di no!).
Vabbè questa zuppetta si ascia cuocere per un po' e poi si aggiunge un po' di pasta, ditali rigati, maltagliati, spaghetti spezzati (che orrore!), pasta mista (altra cosa che mi fa orrore), fettuccine e cose così, si fa cuocere fino a metà cottura e poi: spegni e lascia lì.
Che a casa dei miei è proprio un modo di dire... se la pasta è un po' troppo al dente che si fa? non è che aspetti un minuto, no! Spegni e lascia lì! C'è quest'idea che le cose vadano cucinate e poi abbiano bisogno di un po' di tempo per "assestarsi", per trovare un loro equilibrio, una loro perfezione. Come la pasta e fagioli, tu la fai, e poi la lasci lì, che diventa più densa e saporita. "Alla carabiniera" insomma, ma questo è un altro pezzo di lessico famigliare che manco sò da dove arriva. Ora googlo e vedo se è solo nostro o è diffuso!


No, niente, dev'essere un modo solo di casa mia!
Ancora de cosette sulla pasta e ceci, e sulle zuppe in generale, non ho messo le quantità perchè faccio a occhio e... non ci azzecco quasi mai: o troppo liquide, o troppo dense. Nel primo caso a furia di farla bollire mi si scuoce la psta, nel secondo, aggiungo in extremis del brodo caldo... ma non è la stessa cosa!

martedì 20 ottobre 2009

Torta di zucca, la più buona... ma bruttina!

pumpkin pie

Ma che buona!
Aò c’è da non crederci che una torta con la zucca possa essere così buona!
Come dicevo lunedì, ho cercato tanto sta ricetta perfetta, non mi andava un impasto “normale” con l’aggiunta del purè di zucca, cercavo una cosina più appetitosa e meno da colazione.
Gira che ti rigira tra i vari siti e blog mi sono imbattuta in questa ricetta , poi mi sono accorta che qualcuno l’aveva già provata con ottimi risultati  e così ho deciso di provare anche io!


Ingredienti:

Per la base:

Mettere nel frullatore 250 g di farina

125 g di burro freddo

60 ml di acqua fredda

Un pizzico di sale



Frullare finché non diventa una palla. A questo punto togliere dal frullatore, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo.

Si comincia quindi con il ripieno, che è la parte più divertente:

200 g di zucchero muscovado

80 ml di acqua

450 ml di panna fresca

800 g di zucca (servono circa 400 g di purè)

1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere

1 cucchiaino abbondante di zenzero in polvere

¼ di cucchiaino di noce moscata

½ cucchiaino di sale

4 uova intere

Ho scelto lo zucchero muscovado perché in giro avevo trovato altre ricette che lo utilizzavano, lo volevo provare e direi che si adatta perfettamente a questo ripieno speziato, rendendo la torta “non troppo dolce” ma molto profumata ed aromatica… ho reso l’idea?

Si comincia con il caramello: acqua e zucchero in un pentolino, far bollire, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 10 minuti, il profumo è impagabile!
Togliere dal fuoco ed aggiungere la panna tiepida (1 minuto nel microonde ed è perfetta!), mescolare bene ed aggiungere poi il purè di zucca (io l’ho preparato semplicemente cuocendo la zucca a vapore e poi frullando il tutto, si può fare anche al forno e rimane meno umida).
Far amalgamare il tutto e aggiungere il sale e le spezie, alla fine aggiungere le uova leggermente sbattute.


Nel frattempo la base si sarà rassodata e sarà possibile lavorarla per foderare uno stampo da crostata, stenderla anche sui bordi che il ripieno si gonfierà un pochino. Dopodichè versare il ripieno ed infornare a 180° finchè il ripieno si sarà rassodato, direi un’oretta.

Far freddare prima di servire, il giorno dopo è ancora più buona!

Una bella scoperta questa torta, profumata, morbida, quasi un dessert speziato. Sembra, più che un dolce americano, un dolce svedese, o comunque del nord europa. Ripeto: buonissimo!

mercoledì 14 ottobre 2009

The kitchen, a teatro.

the kitchen

Ieri siamo andati a teatro, a vedere The Kitchen, tanto per restare in tema.
Avevo letto tante recensioni positive, non so perché mi aspettavo qualcosa che mi riportasse nelle cucine raccontate da Anthony Bourdain, e invece no. Tanto rumore, tanti attori, qualche riflessione buttata lì in modo un po’ forzoso e nulla di più. E per di più lunghissimo!
La cosa più bella della serata è stato l’omaggio di birra offerto nell’atrio del teatro dall’Open Baladin.
Prima o poi devo andarci perché le birre assaggiate ieri erano proprio ieri, la ragazza mi ha anche detto di che birre si trattava ma io sono un po’ scordarella, sarà l’età! Comunque ottime.




Poi volevo raccontare del pane di castagne. Era tanto che volevo sperimentarlo. Ho cercato un po’ ed ho trovato una ricettina che mi convinceva sul blog di Zenzero & Cannella.

150 g di farina di castagne
70 g di farina per panificazione


130 g di farina Manitoba

210ml di acqua
1 cucchiaino e ½ di sale
1 cucchiaio di zucchero


½ bustina di lievito di birra mastro fornaio

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Che più o meno sono le dosi del pane normale con la macchina del pane.

Risultato?
Bè, non è cresciuto tantissimo, ci sono rimasta un po’ male… poi una volta assaggiato, dai, non è male, solo che è un po’ compatto e un po’ troppo amarognolo. Me lo sto mangiando con grande soddisfazione. Stamattina a colazione con la marmellata di limoni home made. Ieri sera al volo con un po’ di olio e sale.
Adesso voglio provarlo con un primo sale ed un po’ di marmellata magari di lamponi, la mia preferita.



Lo rifarò presto, mettendo magari un po’ di latte al posto dell’acqua ed un po’ più di zucchero. Dirovvi.

pane alle castagne *aggiornamento: pane alle castagne con primo sale e miele

 



Una buona news è che ieri Monica aveva la quarta seduta di chemioterapia, puntura spinale, che l’altra volta le aveva dato un sacco di problemi, invece per ora sta bene, solo un po’ di mal di testa.

Oggi aveva il resto della terapia, molecola intelligente (che non so bene il nome tecnico) e domani i veleni soliti.

Fegato un po’ ingrossato ma globuli bianchi ancora intatti e numerosi!

mercoledì 7 ottobre 2009

Clafoutis di gorgonzola e pere

clafoutis gorgonzolaEccoci qui in un’altra giornata di frustrante noia.
Non c’è niente da fare, mi devo trovare un altro lavoro. Un pochino più gratificante, ma appena appena.
E questo vuol dire che devo assolutamente mettere mano al CV, aggiornarlo un po’, renderlo un po’ più presentabile e poi cominciare a mandarlo in giro.
E poi incrociare le dita.


Stasera vorremmo andare al cinema, sempre che l’ingegnere riesca a tornare in tempo. Non c’è mai in sto periodo. Esce alle 8 e rientra alle 20. Beato chi lo vede. E devo dire che un po’ mi manca. Anche perché io non so come mai in questo periodo sono sempre stanca e verso le 10 di sera crollo e me ne vado a letto, quindi non è che sono granché collaborativa. Speriamo che passi presto questo periodo perché è abbastanza triste e vuoto. Considerando anche tutto quello che sta succedendo intorno a me. Non ho proprio le palle.



Veniamo alle solite futilità culinarie, che comunque mi aiutano sempre molto.

Sempre per il pranzo di domenica con la sacra famiglia mi sono cimentata in un
CLAFOUTIS CON GORGONZOLA E PERE
la ricetta viene da un bel blog francofono http://erynfollecuisine.canalblog.com/


4 uova

25 cl di latte

20 cl di panna liquida

75 g di farina

150 g di gorgonzola (o Roquefort, se siete in francia!)

4 piccole pere

12 noci

Pepe bianco macinato al momento

Miele liquido

Accendere il forno a 180°.
Sbattere le uova, aggiungere poi la farina, la panna, il latte, sempre mescolando.
In un’altra insalatiera schiacciare bene il formaggio fino a renderlo cremoso, incorporare le uova e mescolare fino a rendere il tutto un composto omogeneo. Aggiungere il pepe e qualche noce a pezzetti.


Rivestire una teglia da circa 22 cm con carta forno e versare il composto.
Sbucciare le pere e dividerle in quarti, poi disporle sull’impasto. Completare con i gherigli di noci.


Infornare per 50 minuti, dopo i primi 25 coprire con alluminio per non farla colorare troppo.

Servire tiepida con il miele riscaldato.

Che dire? Grassa, grassa, grassissima, però buona ed originale. Io ho usato il gorgonzola dolce temendo un sapore troppo forte, però ha perso un po’ di personalità, secondo me con il Roquefort viene meglio!
Hanno gradito tutti, anche fredda il giorno dopo.

martedì 6 ottobre 2009

La fine della ricotta

tempo
Finalmente un po' di foto!


Prima di tutto la torta di ricotta che ho fatto ieri sera. Intanto devo dire che ho fatto fatica a trovare una torta di ricotta che non avesse una base di frolla.

A parte che non la so fare bene ma il problema è che ieri non avevo voglia, nè tempo, nè ingredienti per dedicarmi ad ulteriori virtuosismi gastronomici.

Quindi alla fine ho scelto una ricetta sciè sciuè che non mi convinceva neanche tanto, però era facile e veloce.

Pare che sia una ricetta sarda, bò, a me sembra che ricordi un po' il ripieno delle pardulas, che però non dovrebbe essere proprio di ricotta ma di un formaggetto fresco primaverile.

Comunque la ricetta è la seguente:



600 g di ricotta di capra

150 g di zucchero (anche 100 vanno bene se non si amano le cose dolci)

2 uova

zafferano

buccia di limone grattuggiato



Mescolare prima la ricotta con lo zucchero, meglio se quello ad alta solubilità. Aggiungere la buccia di limone, e poi lo zafferano.

Ora... non è la prima volta che utilizzo lo zafferano per ricette diverse dal riso, e mi accorgo che sto zafferano fetuso chimico che utilizzo lascia un retrogusto un po' fastidioso, per cui direi che è sempre preferibile lo zafferano VERO.



Poi montare bene i tuorli con lo zucchero ed aggiungerli alla ricotta.

Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale ed aggiungere all'impasto mescolando con cura dal basso verso l'alto.



Rivestire una teglia di circa 23 cm con carta forno e versare la torta, livellare con cura ed infornare a 180° per circa 50 minuti.

Deve diventare bella dorata.



Bè devo dire che è proprio buona, profumata, delicata e morbida. E anche dietetica, no?

mercoledì 15 luglio 2009

ammazza che caldo!



Oggi fa veramente, ma veramente caldo!

Ma a me che me frega, tanto venerdì me ne vado nelle Foreste Casentinesi!

Vogliamo parlare della cenetta di ieri sera? Il menu ha previsto Gateau di patate, ed eccolo qui:



Si prega di notare anche la terrina da forno, nuova nuova, bella nè?
Insomma era buonino, ma migliorabile. La scamorza affumicata non si sentiva affatto, e poi era un po' troppo compatto, poco soffice e questo credo per due motivi:
- le patate del fucino che erano compattissime, per niente acquose;
- ci ho messo un uovo solo.
Vabbè oh, era la prima volta, vedremo di migliorare!

lunedì 13 luglio 2009

Amatriciana!



Eh si, stasera ne ho proprio voglia! Nonostante il caldo, nonostante il colesterolo, nonostante la cellulite... ho voglia di amatriciana.

E la preparo così:

Faccio a pezzetti due fettine di guanciale, le metto in padella con poco olio e pochissimo peperoncino e le faccio andare a fuoco medio, quano il grasso diventa trasparente le tolgo e aggiungo il pomodoro.

Nel frattempo faccio cuocere gli spaghetti, o i bucatini, una volta cotta la pasta anche il sugo sarà pronto.

Verso la pasta nella padella del sugo, aggiungo il guanciale, faccio ripassare un po' e alla fine aggiungo tanto pecorino!

Mi viene l'acquolina al solo scrivere la ricetta!

A Roma, una delle più buone matriciane mangiate è quella de La Matricianella, dietro piazza San Lorenzo in Lucina... però eravamo appena tornati dal Giappone e quindi arrivavamo da tutto un altro tipo di cucina!