Non é che lo stia facendo apposta, sta capitando.
Prima la mania dei mirtilli rossi secchi, adesso sto per buttarmi nell'operazione red velvet cupcake, e questo in previsione del primo compleanno di Anna. L'idea é quella di sostituire alla torta di compleanno tanti red velvet cupcakes, disporli su un porta cupcakes e mettere la candelina sul piú alto!
Sono giorni che cerco e cerco e cerco in rete e naturalmente é pieno di ricette, difficile scegliere... Intanto ho scartato quelle con troppo zucchero, o quelle che riportano le dosi in tazze, tazzine, ecc, alla fine non é rimasto molto e quindi sono pronta a cominciare gli esperimenti!
Per il resto qui a casa veniamo da due settimane "dadless" per motivi lavorativi e devo dire che è davvero faticoso fare tutto da sola e non avere neanche lui per fare due chiacchiere la sera, rientrava verso le 22 ed era uno zombie, con il telefono che ancora suonava, un inferno, speriamo che ora sia finita e possiamo tornare ad averlo tra di noi!
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lunedì 30 gennaio 2012
mercoledì 2 novembre 2011
Voglia di torta di mele, e di castagne
Questa mattina avevo una gran voglia di torta di mele, così, ogni tanto mi prende! La torta che faccio spesso è quella di Vissani, mi piace perchè rimane umida, ci sono tante mele e il sapore si sente, non è una ciambella con delle mele dentro, c'è poco impasto e ci sono molte mele. Oggi però volevo qualcosa di nuovo, di diverso, ma avete mai provato a cercare torta di mele su google? Si entra in un pozzo senza fondo, millemila ricette, pagine e pagine, foto, raccolte di ricette, non se ne esce vivi! Poi mi sono ricordata che ieri la Mamy mi ha dato della farina di castagne e così...tadà, il lampo di genio (esageruma nen!) faccio la torta di mele con la farina di castagne... e mi metto a cercare, qualcosina c'è, poco, a dire il vero, e niente che mi attiri davvero, e così parto con la
Torta di mele di vissani con farina di castagne, tiè, mi piace vincere facile!
1 kg di renette
120 g di zucchero (150 nell'originale, ma secondo me 120 sono sufficienti)
50 g di burro
100 g di farina di castagne
80 g di farina 00
100 g di latte
una bustina di lievito
Montare le uova con lo zucchero, unire il latte ed il burro fuso. Aggiungere le farine ed il lievito e lasciar riposare per circa 30 minuti. Nel frattempo sbucciare le mele, farle a tocchetti ed aggiungerle all'impasto, mescolare bene e versare in uno stampo imburrato e cosparso di pane grattugiato.
In forno a 160° per circa 45 minuti.
L'ho appena assaggiata e mi è piaciuta molto, è umida come l'originale con la farina normale, il sapore della farina di castagne si sente, sembra un po' una sorta di castagnaccio leggero con le mele, very yummy.
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torta di mele
domenica 11 settembre 2011
Che fa caldo?
Dite che fa caldo? E allora provate ad accendere il forno per cuocere una profumatissima torta, poi ne riparliamo!
La torta è quasi pronta ed è proprio profumatissima, non vedo l'ora di assaggiarla.
La ricetta l'ho presa dal blog del Pasto Nudo: "Torta di farro con le fragole", io ho usato le pesche al posto delle fragole, farina bianca di farro invece della semi integrale, e zucchero muscovado. L'impasto, dopo l'aggiunta del latte, mi sembrava ancora un po' troppo denso e così ho aggiunto un paio di cucchiai di yogurt (il latte era finito!), per il resto le dosi sono rimaste invariate.
E' qualche settimana che m'è presa questa mania del farro, dalla val gardena ho portato della farina di farro per fare il pane ed è venuto proprio buono, con la marmellata di lamponi...è la morte sua!
Poi ho comprato anche la pasta di farro biologica e anche quella mi è piaciuta molto, l'ho condita con del pesto fresco che mi ha portato Monica dalla liguria, con vero basilico di Prà, ecchettelodico a fà?
Poi è stata la volta di questa farina bianca di farro con cui ho fatto questo delizioso dolcetto, appena esce dal forno lo immportalo, poi andremo a Villa Torlonia a fare un giretto e ne approfitteremo per fare una bella merenda con torta alle pesche e succo di mela!
Purtroppo Anna non potrà partecipare alla nostra merenda, che sfiga! ;-)
Buona domenica pomeriggio!
Enjoy, che domani è già lunedì.
AGGIORNAMENTO: La torta è buonissima, il sapore veramente ottimo, non so se è lo zucchero muscovado o la farina di farro o entrambi! Diciamo che forse avrei potuto usare una tortiera leggermente più piccola così la torta non avrebbe avuto l'aspetto di un freesbe! Stamattina a colazione l'ho mangiata fredda ed era ottima anche così! Ecco la foto... sì sì, al solito devo imparare a fare le foto, lo so!
martedì 14 giugno 2011
Carrot cupcakes con frosting al formaggio. Buonissimi.
Eccoci qui con l'ennesima fantastica foto fatta pure con il cellulare.Del resto qui non aspiriamo mica ad essere un food blog, visto che non ne siamo all'altezza!
Eccoli qui i cupcake alle carote, bellini vero? Mi sono piaciuti tantissimo, anche il frosting ci sta benissimo, davvero una bella ricettina questa di La ciliegina sulla torta! E poi...sono l'ideale per godersi la vittoria ai referendum!!!
Ecco gli ingredienti per i cupcakes:
2 uova a temperatura ambiente
100 g di zucchero di canna
75 g di olio di semi
100 g di farina doppio zero
10 g di lievito per dolci
100 g di carote grattugiate
50 g di cocco disidratato
un cucchiaino raso di cannella
sale
Eccoli qui i cupcake alle carote, bellini vero? Mi sono piaciuti tantissimo, anche il frosting ci sta benissimo, davvero una bella ricettina questa di La ciliegina sulla torta! E poi...sono l'ideale per godersi la vittoria ai referendum!!!
Ecco gli ingredienti per i cupcakes:
2 uova a temperatura ambiente
100 g di zucchero di canna
75 g di olio di semi
100 g di farina doppio zero
10 g di lievito per dolci
100 g di carote grattugiate
50 g di cocco disidratato
un cucchiaino raso di cannella
sale
E quelli per il frosting:
100 g di Philadelphia
50 g di burro morbido
25 g di zucchero a velo
Mescolare farina, lievito, cannella e cocco.
Montare le 2 uova con lo zucchero e poi aggiungere l'olio e il sale.
Aggiungere a questo composto la farina e infine le carote.
Versare nei pirottini riempiendoli, come sempre, a 3/4. Infornare a 160° per circa 20 minuti.
Per preparare la cremina di copertura mescolate prima il burro con lo zucchero e poi aggiungete il phildelphia. Con un sac a poche o similia decorate i cupcake una volta freddi.
Se li conservate in frigorifero ricordate di tirarli fuori un po' prima di consumarli in modo che il frosting si ammorbidisca un pochino.
Montare le 2 uova con lo zucchero e poi aggiungere l'olio e il sale.
Aggiungere a questo composto la farina e infine le carote.
Versare nei pirottini riempiendoli, come sempre, a 3/4. Infornare a 160° per circa 20 minuti.
Per preparare la cremina di copertura mescolate prima il burro con lo zucchero e poi aggiungete il phildelphia. Con un sac a poche o similia decorate i cupcake una volta freddi.
Se li conservate in frigorifero ricordate di tirarli fuori un po' prima di consumarli in modo che il frosting si ammorbidisca un pochino.
sabato 20 novembre 2010
Banana Bread nel forno!
La storia è che qui in casa ultimamente abbiamo (anzi Lui HA!) problemi di pressione e di colesterolo e quindi stiamo lentamente (e per me dolorosamente!) abbandonando il sale, e cercando di evitare i grassi animali.. ciao ciao amato maialino in ogni sua forma!
Ciò significa che dobbiamo dire ADDIO al cornetto della colazione mattutina...tragedia... e allora a colazione che si mangia? Bisogna trovare qualcosa senza burro e senza troppe uova, e magari un po' golosetto e non troppo "secco", che altrimenti qua il marito si lamenta pure!
E così questa è l'avvincente storia di come sono arrivata al banana bread. Le ricette che si trovano in giro sono tantissimo, c'è addirittura un sito http://www.banana-bread.biz/ che ne raccoglie di ogni tipo, con il cioccolato, con il miele, con pochi grassi, vegani... e qualcuno lo voglio sicuramente provare, però quello che mi è piaciuto di più è stato quello di Menta e Liquirizia, eh sì, di nuovo lei... che io abbia trovato una nuova mentore??
Ma veniamo al bread:
ingredienti
240 g di farina
120 g di zucchero
2 uova
250 g di ricotta
buccia grattugiata e succo di un limone bio
70 g di noci
2 banane mature
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
Lavorare con la frusta elettrica le uova con lo zucchero fino a farle diventare chiare spumose, poi unire la buccia grattugiata e il succo del limone, il pizzico di sale, la ricotta e le banane schiacciate.
Mescolare bene il composto e poi aggiungere la farina e il lievito, alla fine aggiungere le noci.
Formare un composto omogeneo e versarlo in uno stampo da plumcake imburrato infarinato.
Forno a 180° per circa 50 minuti.
Enjoy!
Forno a 180° per circa 50 minuti.
Enjoy!
Superbuonissimo! Profumato, umido, dolce al punto giusto, bbuonissimo!
mercoledì 3 novembre 2010
Torta cioccolato e pere (e ricotta!)
Ieri avevo davvero una voglia di un bel dolce al cioccolato, ma di quelli neri neri, dove il cacao lo senti proprio!
Ma ti pare che posso fare una torta di solo cioccolato, e magari pure con tanto burro? E allora mettiamoci un po' di frutta per salvare la faccia!
Parte la mia solita ricerca, ormai quando cerco qualche ricetta, parto dalle foto, così mi rendo conto subito conto di che torta è, quello che NON volevo era una classica ciambella al cioccolato con dentro pezzi di pere, volevo una cosa umida, piacevole da mangiare, e che ti trovo?
Una meraviglia di torta al cioccolato e pere, con la ricotta e senza burro, what else?

La ricetta l'ho copiatissima da questo carinissimo sito (che neanche conoscevo!) Menta e Liquirizia, ecco dunque la ricetta:
Ingredienti:
250 gr. di farina “00”
50 gr. di cacao amaro
200 gr. di zucchero semolato
250 gr. di ricotta
3 uova
100 gr. di latte
1 tazzina di caffé (io l'ho sostituita con un cucchiaio di rhum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
3 pere Conference (ho usato 4 williams, le conference erano di marmo!)
un pizzico di sale
Separate i tuorli dagli albumi e montate i primi con lo zucchero, i secondi a neve ben soda.
Aggiungete ai tuorli la ricotta un po' schiacciata con la forchetta, il latte, il rhum ed il pizzico di sale.
Poi pesate la farina e aggiungete il lievito ed il cacao amaro, dopodichè aggiungete tutto, lentamente al composto di tuorli, lavorate ben bene e alla fine aggiungete anche gli albumi, delicatamente, come sempre, dall'alto verso il basso, poi alla fine, aggiungete 3 pere fatte a tocchetti, mescolate delicatamente e versate in una teglia (imburrata e infarinata) da circa 26 cm dal bordi piuttosto alti. Ora potete decorare con le fettine della pera rimasta.
Infornate a 170 per 15 minuti, poi passate a 160 per una mezz'oretta, fate comunque la prova stecchino.
Mi raccomando, voi donne moderne che avete il forno ventilato, non lo usate, statico è perfetto per i dolci, se poi è a gas degli anni '30, come il mio, è una bomba (nel vero senso della parola?).
Che dire? Volevo proprio una torta così, buona, morbida, golosa e con la frutta! Grazie mille a Marifra!
Ma ti pare che posso fare una torta di solo cioccolato, e magari pure con tanto burro? E allora mettiamoci un po' di frutta per salvare la faccia!
Parte la mia solita ricerca, ormai quando cerco qualche ricetta, parto dalle foto, così mi rendo conto subito conto di che torta è, quello che NON volevo era una classica ciambella al cioccolato con dentro pezzi di pere, volevo una cosa umida, piacevole da mangiare, e che ti trovo?
Una meraviglia di torta al cioccolato e pere, con la ricotta e senza burro, what else?
La ricetta l'ho copiatissima da questo carinissimo sito (che neanche conoscevo!) Menta e Liquirizia, ecco dunque la ricetta:
Ingredienti:
250 gr. di farina “00”
50 gr. di cacao amaro
200 gr. di zucchero semolato
250 gr. di ricotta
3 uova
100 gr. di latte
1 tazzina di caffé (io l'ho sostituita con un cucchiaio di rhum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
3 pere Conference (ho usato 4 williams, le conference erano di marmo!)
un pizzico di sale
Separate i tuorli dagli albumi e montate i primi con lo zucchero, i secondi a neve ben soda.
Aggiungete ai tuorli la ricotta un po' schiacciata con la forchetta, il latte, il rhum ed il pizzico di sale.
Poi pesate la farina e aggiungete il lievito ed il cacao amaro, dopodichè aggiungete tutto, lentamente al composto di tuorli, lavorate ben bene e alla fine aggiungete anche gli albumi, delicatamente, come sempre, dall'alto verso il basso, poi alla fine, aggiungete 3 pere fatte a tocchetti, mescolate delicatamente e versate in una teglia (imburrata e infarinata) da circa 26 cm dal bordi piuttosto alti. Ora potete decorare con le fettine della pera rimasta.
Infornate a 170 per 15 minuti, poi passate a 160 per una mezz'oretta, fate comunque la prova stecchino.
Mi raccomando, voi donne moderne che avete il forno ventilato, non lo usate, statico è perfetto per i dolci, se poi è a gas degli anni '30, come il mio, è una bomba (nel vero senso della parola?).
Che dire? Volevo proprio una torta così, buona, morbida, golosa e con la frutta! Grazie mille a Marifra!
giovedì 1 luglio 2010
Super torta di ricotta
Allora...la foto non ce l'ho!
Sono partita dall'idea di un dolce di ricotta...perchè mi piacciono un sacco ed in genere non sono neanche troppo dolci, ho cercato come sempre in lungo e il largo ed ho trovato una meraviglia delle meraviglie, la torta di ricotta e pere di Salvatore De Riso from Amalfi!
Ma ce l'avete presente? Mò vi metto una foto così magari vi viene voglia

Bella vero? Che ve lo dico a fà che la mia non era così bella... tanto per cominciare era...RETTANGOLARE e poi era un po' più spatasciata, ma comunque buona! Ah dimenticavo che al mattino sono uscita APPOSITAMENTE per fare la spesa per la torta, con tanto di lista delle cose da comprare...peccato che avessi domenticato di scrivere PERE... e così mi sono dovuta arrangiare con le MELE, che vergogna, però ci stavano bene lo stesso, poi ovviamente vi pare che io ho il distillato di pere??? Allora ci ho messo il cointreau, anche se in teoria, con le mele, ci voleva il calvados, ma non avevo neanche quello! In pratica ... ho fatto un altro dolce!
La ricetta è quella che segue, l'unica cosa che modificherei è la quantità di zucchero nella farcia di ricotta e panna, per i miei gusti era troppo dolce, anche perchè sono belle dolci anche le due basi di pan di spagna alla nocciole... ve ne state accorgendo di quante cavolo di calorie e grassi ha 'sta torta? Io infatti, alla 7ma settimana ho una pancetta niente male... dovuta ovviamente alle torte e alla pizza che non riesco a fare a meno di mangiare!
Oh provatela 'sta torta perchè è davvero buona ed estiva, in più sembra difficile da fare ma non lo è, solo un po' laboriosa!
Torta ricotta e pere
Per 8/10 persone, 2 stampi tondi da 22 cm
Ingredienti
per il pan di Spagna alle nocciole di Giffoni:
65 g di zucchero,
150 g di uova intere (n.3)
90 g di nocciole di Giffoni intere e tostate 30 g di farina 00,
50 g di burro fuso
per la farcia di ricotta
400 g di ricotta romana dop
150 g di panna montata
150 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
per la bagna alla pera:
100 g di acqua
70 g di zucchero
50 g di distillato di pere
per la farcia alle pere:
175 g di pere pennate di Agerola (!) o williams
50 g di zucchero
10 g di distillato di pere
3 g di amido di mais
olio extravergine d’oliva
1/2 limone Costa d’Amalfi
per la decorazione:
zucchero a velo, 1 pera sciroppata
Preparazione
Pan di Spagna: montate le uova con lo zucchero fino a quadruplicarne il volume iniziale. Macinate le nocciole con la farina. Fondete a fuoco dolce il burro. Quando le uova saranno ben gonfie, incorporate nocciole e farina, poi il burro fuso. Stendete il composto allo spessore di 1 cm circa nelle due tortiere unte e infarinate. Infornate a 180° per circa 10 minuti.
Farcia di ricotta: lavorate con le fruste per circa 5 minuti la ricotta con lo zucchero e la polpa di vaniglia. Incorporate poi la panna montata ben soda.
Bagna alla pera: bollite l’acqua con lo zucchero per 30 secondi. Lasciate raffreddare e unite il distillato di pere.
Farcia alle pere: sbucciate le pere e tagliatele a cubetti; unite lo zucchero e il succo di limone. Ponete in una padella antiaderente, versate un filo di olio e cuocete a fuoco medio.
Quando vedrete sul fondo della padella il succo delle pere, spolverate con l’amido di mais e cuocete ancora per 2 minuti. Aggiungete il distillato di pere, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Assemblaggio: su un piatto da portata appoggiate un anello d’acciaio di 22 cm di diametro e 4,5 cm di altezza: al suo interno adagiate un disco di pan di Spagna e inzuppatelo con la bagna. Farcite con tutta la crema di ricotta e incorporate i cubetti di pera cotti. Adagiate l’altro disco di pan di Spagna, bagnatelo con la bagna e ponete il dolce in freezer per 2 ore. Sformate il dolce e trasferite la torta in frigo fino al momento di servirla. Prima di portarla in tavola cospargetela abbondantemente di zucchero a velo e decorate con una pera sciroppata.
Sono partita dall'idea di un dolce di ricotta...perchè mi piacciono un sacco ed in genere non sono neanche troppo dolci, ho cercato come sempre in lungo e il largo ed ho trovato una meraviglia delle meraviglie, la torta di ricotta e pere di Salvatore De Riso from Amalfi!
Ma ce l'avete presente? Mò vi metto una foto così magari vi viene voglia
Bella vero? Che ve lo dico a fà che la mia non era così bella... tanto per cominciare era...RETTANGOLARE e poi era un po' più spatasciata, ma comunque buona! Ah dimenticavo che al mattino sono uscita APPOSITAMENTE per fare la spesa per la torta, con tanto di lista delle cose da comprare...peccato che avessi domenticato di scrivere PERE... e così mi sono dovuta arrangiare con le MELE, che vergogna, però ci stavano bene lo stesso, poi ovviamente vi pare che io ho il distillato di pere??? Allora ci ho messo il cointreau, anche se in teoria, con le mele, ci voleva il calvados, ma non avevo neanche quello! In pratica ... ho fatto un altro dolce!
La ricetta è quella che segue, l'unica cosa che modificherei è la quantità di zucchero nella farcia di ricotta e panna, per i miei gusti era troppo dolce, anche perchè sono belle dolci anche le due basi di pan di spagna alla nocciole... ve ne state accorgendo di quante cavolo di calorie e grassi ha 'sta torta? Io infatti, alla 7ma settimana ho una pancetta niente male... dovuta ovviamente alle torte e alla pizza che non riesco a fare a meno di mangiare!
Oh provatela 'sta torta perchè è davvero buona ed estiva, in più sembra difficile da fare ma non lo è, solo un po' laboriosa!
Torta ricotta e pere
Per 8/10 persone, 2 stampi tondi da 22 cm
Ingredienti
per il pan di Spagna alle nocciole di Giffoni:
65 g di zucchero,
150 g di uova intere (n.3)
90 g di nocciole di Giffoni intere e tostate 30 g di farina 00,
50 g di burro fuso
per la farcia di ricotta
400 g di ricotta romana dop
150 g di panna montata
150 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
per la bagna alla pera:
100 g di acqua
70 g di zucchero
50 g di distillato di pere
per la farcia alle pere:
175 g di pere pennate di Agerola (!) o williams
50 g di zucchero
10 g di distillato di pere
3 g di amido di mais
olio extravergine d’oliva
1/2 limone Costa d’Amalfi
per la decorazione:
zucchero a velo, 1 pera sciroppata
Preparazione
Pan di Spagna: montate le uova con lo zucchero fino a quadruplicarne il volume iniziale. Macinate le nocciole con la farina. Fondete a fuoco dolce il burro. Quando le uova saranno ben gonfie, incorporate nocciole e farina, poi il burro fuso. Stendete il composto allo spessore di 1 cm circa nelle due tortiere unte e infarinate. Infornate a 180° per circa 10 minuti.
Farcia di ricotta: lavorate con le fruste per circa 5 minuti la ricotta con lo zucchero e la polpa di vaniglia. Incorporate poi la panna montata ben soda.
Bagna alla pera: bollite l’acqua con lo zucchero per 30 secondi. Lasciate raffreddare e unite il distillato di pere.
Farcia alle pere: sbucciate le pere e tagliatele a cubetti; unite lo zucchero e il succo di limone. Ponete in una padella antiaderente, versate un filo di olio e cuocete a fuoco medio.
Quando vedrete sul fondo della padella il succo delle pere, spolverate con l’amido di mais e cuocete ancora per 2 minuti. Aggiungete il distillato di pere, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Assemblaggio: su un piatto da portata appoggiate un anello d’acciaio di 22 cm di diametro e 4,5 cm di altezza: al suo interno adagiate un disco di pan di Spagna e inzuppatelo con la bagna. Farcite con tutta la crema di ricotta e incorporate i cubetti di pera cotti. Adagiate l’altro disco di pan di Spagna, bagnatelo con la bagna e ponete il dolce in freezer per 2 ore. Sformate il dolce e trasferite la torta in frigo fino al momento di servirla. Prima di portarla in tavola cospargetela abbondantemente di zucchero a velo e decorate con una pera sciroppata.
giovedì 28 gennaio 2010
Stasera castagnole!
Ho fame. Molta fame. Famissima!
Avrei voglia di dolcetti di carnevale ma in giro ho visto ancora poche novità!
Spero stasera di riuscire a combinare qualcosina, che ne so, due castagnole, un po’ di frappe!
Tanto per dare un senso a questa dieta! Noo?
Ho fatto una veloce ricerca in rete e ho deciso che la mia ricetta sarà questa (mia… per modo di dire, è di Anice&Cannella!)
Ingredienti:
50 g di burro
150 g di zucchero
Buccia grattugiata di arancio e limone
300 g di ricotta
5 rossi d’uovo (ma sono tantissimi!!)
500 g di farina (e quindi starò tutta la sera a frigge! Facciamo metà dose, va!)
150 g di latte
1 bustina di lievito.
Poi si possono mettere 2 cucchiai in meno di latte e sostituirli con rhum o altro liquore, io ci ho messo il Grand Marnier e ci stava benissimo, oppure si può sostituire un po’ di farina con la fecola. Ma l’importante, la cosa fondamentale è che alla fine le castagnole non vanno passate nello zucchero a velo ma nello zucchero normale, magari quello più solubile, con la grana più fine, ma NIENTE zucchero a velo, chiaro?
Comunque, ciò detto, si impastano gli ingredienti nell’ordine, si fanno delle palline e si friggono.
Zucchero semolato, non a velo, mi raccomando e non ve lo fate ripetere!
Per la foto… già sapete la storia, vediamo che riesco a combinare stasera ma non prometto niente!
Avrei voglia di dolcetti di carnevale ma in giro ho visto ancora poche novità!
Spero stasera di riuscire a combinare qualcosina, che ne so, due castagnole, un po’ di frappe!
Tanto per dare un senso a questa dieta! Noo?
Ho fatto una veloce ricerca in rete e ho deciso che la mia ricetta sarà questa (mia… per modo di dire, è di Anice&Cannella!)
Ingredienti:
50 g di burro
150 g di zucchero
Buccia grattugiata di arancio e limone
300 g di ricotta
5 rossi d’uovo (ma sono tantissimi!!)
500 g di farina (e quindi starò tutta la sera a frigge! Facciamo metà dose, va!)
150 g di latte
1 bustina di lievito.
Poi si possono mettere 2 cucchiai in meno di latte e sostituirli con rhum o altro liquore, io ci ho messo il Grand Marnier e ci stava benissimo, oppure si può sostituire un po’ di farina con la fecola. Ma l’importante, la cosa fondamentale è che alla fine le castagnole non vanno passate nello zucchero a velo ma nello zucchero normale, magari quello più solubile, con la grana più fine, ma NIENTE zucchero a velo, chiaro?
Comunque, ciò detto, si impastano gli ingredienti nell’ordine, si fanno delle palline e si friggono.
Zucchero semolato, non a velo, mi raccomando e non ve lo fate ripetere!
Per la foto… già sapete la storia, vediamo che riesco a combinare stasera ma non prometto niente!
lunedì 21 dicembre 2009
ma è Roma questa?
Irriconoscibile con questo freddo freddo freddo! Mi si congelano le orecchie... manco fossi a Torino! Ho messo i guanti ma qui ci voleva anche il cappello!
Ok, dopo gli aggiornamenti meteo, veniamo agli aggiornamenti sul pranzo di ieri!
Come antipasto alla fine ho scelto una specie di crackers integrali al sesamo, ci ho messo su un po' di panna acida, erba cipollina e striscioline di salmone affumicato. Una cosetta semplice ma buona e che ha fatto la sua porca figura!
Per il primo, come detto, sono andata da Gatti a prendere la pasta all'uovo, devo dire che ci sono rimasta un po' male perchè mi aspettavo più varietà di ripieni, invece è tutto molto basic: ravioli di carne e agnolotti ricotta e spinaci.
Ho scelto gli agnolotti, con leggero disappunto di Gualty, carnivoro. Tanto per la cronaca... 28 euri al kilo, che mi è sembrata un'enormità ma devo dire che non ho idea di quanto costino altrove.
Ho fatto un sughettino di pomodoro molto easy e veloce, non volevo che si coprisse il sapore della ricotta. Ed in effetti è stata una scelta azzeccata, siccome i ravioli erano davvero buoni, belli cicciotti, sarebbe stato un peccato coprire il sapore del ripieno!
Un'altro negozio di pasta all'uovo fresca di cui ho letto bene sta dalle parti di via delle valli, e penso che ci farò presto un saltino!
Procediamo con il secondo, saltimbocca alla romana, uno dei miei piatti preferiti! Erano buonissimi! Ho spalmato su ogni fettina di carne un cucchiaino di quella crema di salvia che era nel pacco di natale aziendale di Gualty, poi fettina di prosciutto crudo, fogliolina di salvia e chiuso con stecchino.
Poi leggera e veloce infarinata e in padella con olio e aglio. Una veloce crosticina, poi ho aggiunto un po' di vino bianco, fatto evaporare a fiamma alta, ancora due minuti che la cremina si rapprenda un po' ed è fatta! Sempre una certezza!
poi patate al forno e poi... la torta all'arancia con i semi di papavero!
E qui mi devo dilungare...
Siccome io sono scaltra decido di fare la torta la sera prima, cioè sabato.
Sono le 20.30 e decido di mettermi all'opera, metto il burro morbido nel mixer, preparo il latte e apro la bustina NUOVA dei semi di papavero... erano tutti appiccicati tra di loro a palline e c'erano una specie di invisibili ragnateline... li assaggio e mi sembra che sappiano di vecchio, rancido, rinsecchito! Che nervi!
Ho dovuto rimandare al giorno dopo... vabbè la faccio breve, faccio la torta e sembra buonissima, in forno l'ammiro crescere e colorarsi, poi però... ma che fa? si siede? no cazzarola, non è giusto!
Che dovevo fare? Ho continuato a guardare impotente la caduta della torta... poi l'ho tolta dal forno, ci ho messo sopra lo sciroppo di arancio (quello era buonissimo!), non è che fosse proprio presentabilissima, ma che potevo fare?
E così l'abbiamo mangiata, era buona, fresca, ma come dire? Secondo me ZEPPOLUTA è la parola giusta! Si capisce no, quello che vuol dire? Quando una torta, un pane, una brioche, non cresce bene, oppure cresce e poi si affloscia, il risultato non può che dirsi zeppoluto! Che nervi!
La torta bassina l'abbiamo comunque mangiata, era buona, tutti l'hanno gradita e bissata, però non era super bella e invitante come quella che ho visto in giro!
Fose dipendeva dalla temperatuta del forno? Io l'ho messo a 180° perchè il mio forno è un po' farlocco, non scalda tanto, impiega il doppio dei forni normali per cuocere e a volte devo alzare la temperatura di 20° rispetto alle indicazioni per gli altri forni, e così ho fatto anche per la torta, ma forse non era necessario, forse il troppo calore l'ha fatta crescere troppo in fretta. Comunque me sò proprio vennuti un sacco di nervi!
Non posso neanche rifarla a breve perchè insomma sti due etti di burro... bisognerà aspettare almeno febbraio!
Vabbè, sono triste.
La foto non ce l'ho.
Le piattelle zeppolute non meritano neanche uno scatto sfuocato.
Ok, dopo gli aggiornamenti meteo, veniamo agli aggiornamenti sul pranzo di ieri!
Come antipasto alla fine ho scelto una specie di crackers integrali al sesamo, ci ho messo su un po' di panna acida, erba cipollina e striscioline di salmone affumicato. Una cosetta semplice ma buona e che ha fatto la sua porca figura!
Per il primo, come detto, sono andata da Gatti a prendere la pasta all'uovo, devo dire che ci sono rimasta un po' male perchè mi aspettavo più varietà di ripieni, invece è tutto molto basic: ravioli di carne e agnolotti ricotta e spinaci.
Ho scelto gli agnolotti, con leggero disappunto di Gualty, carnivoro. Tanto per la cronaca... 28 euri al kilo, che mi è sembrata un'enormità ma devo dire che non ho idea di quanto costino altrove.
Ho fatto un sughettino di pomodoro molto easy e veloce, non volevo che si coprisse il sapore della ricotta. Ed in effetti è stata una scelta azzeccata, siccome i ravioli erano davvero buoni, belli cicciotti, sarebbe stato un peccato coprire il sapore del ripieno!
Un'altro negozio di pasta all'uovo fresca di cui ho letto bene sta dalle parti di via delle valli, e penso che ci farò presto un saltino!
Procediamo con il secondo, saltimbocca alla romana, uno dei miei piatti preferiti! Erano buonissimi! Ho spalmato su ogni fettina di carne un cucchiaino di quella crema di salvia che era nel pacco di natale aziendale di Gualty, poi fettina di prosciutto crudo, fogliolina di salvia e chiuso con stecchino.
Poi leggera e veloce infarinata e in padella con olio e aglio. Una veloce crosticina, poi ho aggiunto un po' di vino bianco, fatto evaporare a fiamma alta, ancora due minuti che la cremina si rapprenda un po' ed è fatta! Sempre una certezza!
poi patate al forno e poi... la torta all'arancia con i semi di papavero!
E qui mi devo dilungare...
Siccome io sono scaltra decido di fare la torta la sera prima, cioè sabato.
Sono le 20.30 e decido di mettermi all'opera, metto il burro morbido nel mixer, preparo il latte e apro la bustina NUOVA dei semi di papavero... erano tutti appiccicati tra di loro a palline e c'erano una specie di invisibili ragnateline... li assaggio e mi sembra che sappiano di vecchio, rancido, rinsecchito! Che nervi!
Ho dovuto rimandare al giorno dopo... vabbè la faccio breve, faccio la torta e sembra buonissima, in forno l'ammiro crescere e colorarsi, poi però... ma che fa? si siede? no cazzarola, non è giusto!
Che dovevo fare? Ho continuato a guardare impotente la caduta della torta... poi l'ho tolta dal forno, ci ho messo sopra lo sciroppo di arancio (quello era buonissimo!), non è che fosse proprio presentabilissima, ma che potevo fare?
E così l'abbiamo mangiata, era buona, fresca, ma come dire? Secondo me ZEPPOLUTA è la parola giusta! Si capisce no, quello che vuol dire? Quando una torta, un pane, una brioche, non cresce bene, oppure cresce e poi si affloscia, il risultato non può che dirsi zeppoluto! Che nervi!
La torta bassina l'abbiamo comunque mangiata, era buona, tutti l'hanno gradita e bissata, però non era super bella e invitante come quella che ho visto in giro!
Fose dipendeva dalla temperatuta del forno? Io l'ho messo a 180° perchè il mio forno è un po' farlocco, non scalda tanto, impiega il doppio dei forni normali per cuocere e a volte devo alzare la temperatura di 20° rispetto alle indicazioni per gli altri forni, e così ho fatto anche per la torta, ma forse non era necessario, forse il troppo calore l'ha fatta crescere troppo in fretta. Comunque me sò proprio vennuti un sacco di nervi!
Non posso neanche rifarla a breve perchè insomma sti due etti di burro... bisognerà aspettare almeno febbraio!
Vabbè, sono triste.
La foto non ce l'ho.
Le piattelle zeppolute non meritano neanche uno scatto sfuocato.
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venerdì 18 dicembre 2009
Freddissimo!
Oggi una Roma freddissima mi ha accolto oltre il portone di casa. Il cielo azzurrissimo ed una piacevole euforia data dal venerdì hanno fatto il resto! Una bellissima giornata, fin troppo bella per dover stare in ufficio… ma che ci vuoi fare? Sono gli ultimi giorni, bisogna resistere!
Se non avessi il pensiero pressante dei regali di natale che devo ancora fare… che palle!
Mi mancano ancora il cugino e la moglie, gli zii, mio padre, un regalino anche a Dani, un pensierino dolce a Monique, qualcosettina per l’osettopuzzone non la vogliamo prendere? Almeno un paio di calzini Gallo!
Vorrei provare a fare un salto al negozietto equo e solidale vicino a casa, anche se è davvero piccolino piccolino, poi vabbè domani c’è la spesa alla città dell’altra economia e anche lì c’è un bel negozio grande di prodotti solidali, c’ero già andata ma forse non ero ispirata… domani devo decidermi assolutamente!
Per gli zii non ho davvero idea! Ed il maritozzo non mi aiuta neanche! Uff.
Intanto ormai è quasi definito il menu di domenica:
Antipasti: TBD (gli antipasti mi mettono sempre in crisi, sono sempre l’ultima cosa che decido!)
Primo: voglio andare a prendere della pasta fresca da Gatti&Antonelli in via nemorense perché ho letto che fanno delle cose molto buone. Volevo prendere dei ravioli e poi condirli con il pesto di noci.
Ieri lo propongo a Ciccio e lui appena sente “ravioli” propone burro e salvia… è molto basic nei suoi gusti culinari, gli boccio il burro, parlo delle noci e lui: ma sempre ‘ste cose complicate, non si può fare un sughetto al pomodoro semplice semplice?
Capito? Neanche un po’ di soddisfazione!
Facciamo che tutto dipenderà dai ravioli che trovo, sceglierò il condimento in base al ripieno.
Secondo: saltimbocca alla romana con cremina alla salvia (proveniente dal pacco di natale aziendale!)
Contorno: purè di patate oppure patate al forno.
Dolce: torta all’arancia con i papaveri, un classico di Donna Hay molto in voga tra i miei compari di blog!
Ad esempio qui, nella cucina di Fabien.
Effettivamente potremmo fare della salvia il filo conduttore del pranzo domenicale… ci si può pensare!
Se non avessi il pensiero pressante dei regali di natale che devo ancora fare… che palle!
Mi mancano ancora il cugino e la moglie, gli zii, mio padre, un regalino anche a Dani, un pensierino dolce a Monique, qualcosettina per l’osettopuzzone non la vogliamo prendere? Almeno un paio di calzini Gallo!
Vorrei provare a fare un salto al negozietto equo e solidale vicino a casa, anche se è davvero piccolino piccolino, poi vabbè domani c’è la spesa alla città dell’altra economia e anche lì c’è un bel negozio grande di prodotti solidali, c’ero già andata ma forse non ero ispirata… domani devo decidermi assolutamente!
Per gli zii non ho davvero idea! Ed il maritozzo non mi aiuta neanche! Uff.
Intanto ormai è quasi definito il menu di domenica:
Antipasti: TBD (gli antipasti mi mettono sempre in crisi, sono sempre l’ultima cosa che decido!)
Primo: voglio andare a prendere della pasta fresca da Gatti&Antonelli in via nemorense perché ho letto che fanno delle cose molto buone. Volevo prendere dei ravioli e poi condirli con il pesto di noci.
Ieri lo propongo a Ciccio e lui appena sente “ravioli” propone burro e salvia… è molto basic nei suoi gusti culinari, gli boccio il burro, parlo delle noci e lui: ma sempre ‘ste cose complicate, non si può fare un sughetto al pomodoro semplice semplice?
Capito? Neanche un po’ di soddisfazione!
Facciamo che tutto dipenderà dai ravioli che trovo, sceglierò il condimento in base al ripieno.
Secondo: saltimbocca alla romana con cremina alla salvia (proveniente dal pacco di natale aziendale!)
Contorno: purè di patate oppure patate al forno.
Dolce: torta all’arancia con i papaveri, un classico di Donna Hay molto in voga tra i miei compari di blog!
Ad esempio qui, nella cucina di Fabien.
Effettivamente potremmo fare della salvia il filo conduttore del pranzo domenicale… ci si può pensare!
lunedì 14 dicembre 2009
Hanukkah e l'olio.
E bè, era ora, dopo tanti anni ho scoperto cos'è quel candelabro gigante che verso Natale campeggia in Piazza Barberini!
Che avesse qualcosa a che fare con gli ebrei l'avevo immaginato, ma poi non ho mai approfondito la questione, oggi invece ho scoperto che trattasi della famosa Hanukkah o Channukkà, altrimenti detta festa delle luci.
Riporto da Wiki, così vi acculturate un po' anche voi:
"Prima del XX secolo questa veniva considerata una festa minore. Con la crescente popolarità del Natale come maggiore festività del mondo occidentale e l'istituzione delle accensioni pubbliche della channukkià, Chanukkà cominciò a rappresentare sia una celebrazione della volontà di sopravvivere del popolo ebraico, sia una festività che marchi il dominio della luce sull'oscurità, ciò che acquista un significato particolare in corrispondenza con l'inizio dell'inverno e durante il periodo dell'anno in cui le giornate sono più corte.
Al giorno d'oggi, durante le sere di Chanukkà, c'è l'uso promosso dal movimento Chabad, presso numerose comunità in tutto il mondo, di celebrare l'accensione delle candele in maniera pubblica. Numerose persone si ritrovano in una piazza centrale della città dove è stata installata una grande chanukkià. Il presidente della comunità o il rabbino capo, tengono un breve discorso, recitano la beracha (benedizione) sulle candele e inaugurano la festa. I presenti solitamente intonano inni gioiosi ed eseguono tipici balli ebraici. Dolce tipico della festa è una sorta di bombolone chiamato sufgagnà che, essendo fritto nell'olio, vuole ricordare l'olio consacrato che tenne in vita la luce del Tempio."
Tutto ok, tranne che la storia del bombolone non mi convince affatto... essù dai, mò l'olio fritto puzzolente ricorda l'olio che tiene in vita la luce del Tempio? Per carità, tutto può essere, ma direi che il bombolone ha in sè tutte le spiegazioni del suo esistere e non necessita di ulteriori alibi.
Eppure:
"Le sufganiot sono i dolci tipici di Channukà. Come ho già scritto l'importante è che siano fritti nell'olio, perchè è appunto l'olio trovato nel piccola ampolla il soggetto del miracolo che noi ricordiamo. "
E ancora: "Il dolce di Chanukka, la festa delle luci -sufganiot- simboleggia l'abbondanza di olio d'oliva, soggetto del miracolo di Chanukka."
Vabbene faccio ammenda sull'olio fritto, e ne riconosco il valore simbolico.
Proseguo nel filone gastro ebraico, non senza aver fatto una riflessione su quanto sia strano che vivendo a Roma non sò praticamente niente delle feste ebraiche, tranne che verso fine giugno chiudono tutti i negozi per non so che festa (appunto!) e uno si rende conto di quanti commercianti romani siano ebrei.
Chiuso quest'aspetto, partendo dai bomboloni o sufganiot (sgonfiotti, no?) vado in cerca di quello che si mangia per hanukkah... e sai che scopro? che è tutta roba fritta e che dappertutto trovo corrispondenze tra il fritto e l'olio del Tempio!
Ho trovato quindi ste ciambelle fritte e delle altre frittelle di patate e cipolle che si chiamano Latkes.
Ecco le ricette:
Latkes
5 patate grandi pelate
1 cipolla grande
3 uova
1/3 bicchiere di farina di Matzà (pane azzimo grattugiato)
un pizzico di sale e pepe
olio per friggere
Grattugiare finemente le patate e le cipolle.
Aggiungere le uova e mischiare bene.
Aggiungere la farina di Matzà, sale, pepe e mescolare bene.
Nel frattempo riscaldare un po' d'olio in padella e mettere a cucchiaiate l'impasto avendo cura di schiacciarlo con il dorso di un chiacchio, devono venire fuori delle frittelle tonde e alte circa 1 cm abbondante.
Far dorare da entrambi i lati.
Ho letto che si possono usare anche le patate lesse, in questo caso il tempo di cottura si abbrevia.
Direi che, a parte la farina di matzà, per anni ho cucinato i latkes chiamandole frittata di patate e cipolla, siamo davvero tutti cugini!
Veniamo ora alla parte dolce,
Sufganiot (ho anche letto che da questo dolce avrebbero origine le "nostre" zeppole! Ma pensa... direbbe qualcuna!)
Ingredienti:
1 bicchiere d'acqua
1 bicchiere di olio
2 cucchiai grandi di zucchero
farina (quanta ne serve per un impasto non troppo liquido... che poi è un casino friggerle!)
1 cubetto di lievito di birra sciolto nell'acqua tiepida (o una bustina di lievito di birra liofilizzato)
Preparazione very easy:
Mescolare tutti gli ingredienti e lasciar lievitare fino a che la pasta non raddoppia di volume.
Fare le palline con la pasta e friggere in olio bollente.
"La sera di martedì 25 Kislev accenderemo la prima candela di Chanukà. Dopodiché ogni sera, per altre sette sere, aggiungeremo una fiammella raggiungendo così otto fiamme (oltre allo shamash, candela servitore) I'ottava ed ultima sera."
Un po' al giorno.
Un po' come il calendario dell'avvento, mai tutto insieme o si perde la poesia.
Da ricordare.
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Speculoos' Muffins
Ho finalmente trovato quel blog in cui avevo trovato la ricetta con la crema di speculoos, è qui http://swirlandscramble.blogspot.com/2009/10/in-mood-for-muffins.html.
Cmq il blog è carinissimo, le foto pure, ma soprattutto c'è la ricetta dei muffins alla crema di speculoos che devo assolutamente provare... a ben guardare pure a lei non è che gli siano venuti benissimo, un po' piattelli, tipo i miei!
Ma come mai? Come potete leggere qui http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/04/monday-muffins la questione non è nuova, ed in parte si sono fatti dei passi avanti, http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/05/just-another-muffin-monday, anzi, lei li ha fatti i passi avanti, perchè i miei sono ancora dei muffins piatti.
Alla fine dare la colpa al forno può aiutare, o forse è una di quelle cose che bisogna "provare, provare, provare, provare...."; ma forse sperimentare muffins a raffica prima di natale non è proprio uan furbata... io poi stavo pure a dieta... me ne scordo sempre!
A proposito di Natale... che ci mangiamo?? Che propongo quest'anno alla cena e poi al successivo pranzo della sagrada famiglia? Devò cominciare a guardarmi intorno!
Cmq il blog è carinissimo, le foto pure, ma soprattutto c'è la ricetta dei muffins alla crema di speculoos che devo assolutamente provare... a ben guardare pure a lei non è che gli siano venuti benissimo, un po' piattelli, tipo i miei!
Ma come mai? Come potete leggere qui http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/04/monday-muffins la questione non è nuova, ed in parte si sono fatti dei passi avanti, http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/05/just-another-muffin-monday, anzi, lei li ha fatti i passi avanti, perchè i miei sono ancora dei muffins piatti.
Alla fine dare la colpa al forno può aiutare, o forse è una di quelle cose che bisogna "provare, provare, provare, provare...."; ma forse sperimentare muffins a raffica prima di natale non è proprio uan furbata... io poi stavo pure a dieta... me ne scordo sempre!
A proposito di Natale... che ci mangiamo?? Che propongo quest'anno alla cena e poi al successivo pranzo della sagrada famiglia? Devò cominciare a guardarmi intorno!
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domenica 13 dicembre 2009
A casuccia!
Finalmente a casuccia! Sono rientrata ieri sera a casa, dopo a solita deviazione a Zurigo! Che bello essere a casa!
Sabato poi a Bruxelles ho fatto un po' di giretti ed ho comprato un bel po' di addobbi per l'albero, sono davvero carini ed ora l'albero è quasi perfetto, io aggiungerei un po' di lucine e poi ci siamo!

Stasera ho fatto i muffins con la ricetta di eryn folle cusine, per insomma non è che mi siano venuti benissimo! Ci ho aggiunto ad alcuni la marmellata, ad altri la pasta di speculoos (presa all'aeroporto perchè avevo trovato su un blog delle ricette interessanti ma... ora non lo trovo più!), poi la crema di castagne... solo che... SONO PIATTI!
Non hanno quella caratteristica cupoletta fichissima! Uffa però, dipenderà dal forno? O forse dal ripieno che era troppo pesante ed è anadato tutto sul fondo? Bò. Dovrò riprovare asap.
Sono piuttosto stanchina ed assonnata quindi mi sa che me ne vado a letto a leggiucchiare "la versione di Barney", devo iniziarlo oggi, ed è sempre una bella sensazione quella di avere un libro da cominciare!
Domani sera direi di aggiungere le foto dei muffins e aggiornarci un po' sulla situazione malattie. sob.
'notte
Sabato poi a Bruxelles ho fatto un po' di giretti ed ho comprato un bel po' di addobbi per l'albero, sono davvero carini ed ora l'albero è quasi perfetto, io aggiungerei un po' di lucine e poi ci siamo!
Stasera ho fatto i muffins con la ricetta di eryn folle cusine, per insomma non è che mi siano venuti benissimo! Ci ho aggiunto ad alcuni la marmellata, ad altri la pasta di speculoos (presa all'aeroporto perchè avevo trovato su un blog delle ricette interessanti ma... ora non lo trovo più!), poi la crema di castagne... solo che... SONO PIATTI!
Non hanno quella caratteristica cupoletta fichissima! Uffa però, dipenderà dal forno? O forse dal ripieno che era troppo pesante ed è anadato tutto sul fondo? Bò. Dovrò riprovare asap.
Sono piuttosto stanchina ed assonnata quindi mi sa che me ne vado a letto a leggiucchiare "la versione di Barney", devo iniziarlo oggi, ed è sempre una bella sensazione quella di avere un libro da cominciare!
Domani sera direi di aggiungere le foto dei muffins e aggiornarci un po' sulla situazione malattie. sob.
'notte
mercoledì 25 novembre 2009
le ricette dei finti muffins
Cazzarola, se trovo in giro un'altra ricetta che per fare i muffin mescola insieme ingredienti solidi e liquidi mi incazzo.
Se dovete fare dei muffins burrosi, soffici e spugnosi non chiamateli muffins, chiamateli "tortine"!
Ecchecacchio, quanno ce vò ce vò!
Se dovete fare dei muffins burrosi, soffici e spugnosi non chiamateli muffins, chiamateli "tortine"!
Ecchecacchio, quanno ce vò ce vò!
martedì 20 ottobre 2009
Torta di zucca, la più buona... ma bruttina!
Ma che buona!
Aò c’è da non crederci che una torta con la zucca possa essere così buona!
Come dicevo lunedì, ho cercato tanto sta ricetta perfetta, non mi andava un impasto “normale” con l’aggiunta del purè di zucca, cercavo una cosina più appetitosa e meno da colazione.
Gira che ti rigira tra i vari siti e blog mi sono imbattuta in questa ricetta , poi mi sono accorta che qualcuno l’aveva già provata con ottimi risultati e così ho deciso di provare anche io!
Ingredienti:
Per la base:
Mettere nel frullatore 250 g di farina
125 g di burro freddo
60 ml di acqua fredda
Un pizzico di sale
Frullare finché non diventa una palla. A questo punto togliere dal frullatore, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo.
Si comincia quindi con il ripieno, che è la parte più divertente:
200 g di zucchero muscovado
80 ml di acqua
450 ml di panna fresca
800 g di zucca (servono circa 400 g di purè)
1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
1 cucchiaino abbondante di zenzero in polvere
¼ di cucchiaino di noce moscata
½ cucchiaino di sale
4 uova intere
Ho scelto lo zucchero muscovado perché in giro avevo trovato altre ricette che lo utilizzavano, lo volevo provare e direi che si adatta perfettamente a questo ripieno speziato, rendendo la torta “non troppo dolce” ma molto profumata ed aromatica… ho reso l’idea?
Si comincia con il caramello: acqua e zucchero in un pentolino, far bollire, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 10 minuti, il profumo è impagabile!
Togliere dal fuoco ed aggiungere la panna tiepida (1 minuto nel microonde ed è perfetta!), mescolare bene ed aggiungere poi il purè di zucca (io l’ho preparato semplicemente cuocendo la zucca a vapore e poi frullando il tutto, si può fare anche al forno e rimane meno umida).
Far amalgamare il tutto e aggiungere il sale e le spezie, alla fine aggiungere le uova leggermente sbattute.
Nel frattempo la base si sarà rassodata e sarà possibile lavorarla per foderare uno stampo da crostata, stenderla anche sui bordi che il ripieno si gonfierà un pochino. Dopodichè versare il ripieno ed infornare a 180° finchè il ripieno si sarà rassodato, direi un’oretta.
Far freddare prima di servire, il giorno dopo è ancora più buona!
Una bella scoperta questa torta, profumata, morbida, quasi un dessert speziato. Sembra, più che un dolce americano, un dolce svedese, o comunque del nord europa. Ripeto: buonissimo!
venerdì 16 ottobre 2009
Finalmente.
Finalmente è venerdì. Questa settimana è davvero volata. Da una parte bene, dall'altra male perché avevo dei compiti da assolvere e invece ho sempre rimandato! Vabbè, prometto (per la seconda volta!) che la settimana prossima andrò alla segreteria dell'università e farò quello che devo fare. Ok?
Programmi per il week end? Hai visto le previsioni? Io no. Speriamo in un po' più di tepore!
Domenica a pranzo dai miei, io porterò il dolce, ciò significa che da stasera comincerò a sfogliare tutti i numeri di sale & pepe, a girare per tutti i blog alla ricerca della ricetta perfetta.
Mi piacerebbe fare il cake con il tè macha e la banana, oppure quelle girelle con la crema e l'uvetta che devono essere buonissime, altre idee? Devo consultare i miei ritagli e le mie stampe e poi deciderò, sempre tenendo presente che né mio marito né mio padre amano i dolci "secchi", tipo cake, ciambelloni, ecc... se non hanno creme e cremine o ripieni o cose umide non li amano.
Il massimo per loro è la zuppa inglese, ecco se c'è un dolce che non amo è proprio la zuppa inglese, quando si dice il feeling!
Ora che ci penso giorni fa mi era presa la mania del dolce con la zucca, e sarebbe anche comodo per smaltire quel pezzo di zucca avanzato dalla vellutata dell'altro sera. Ora cerco un po'.
Oggi poi è venerdì e mi sento pure romantica... quindi mi dedico una canzoncina, veramente bella!
Programmi per il week end? Hai visto le previsioni? Io no. Speriamo in un po' più di tepore!
Domenica a pranzo dai miei, io porterò il dolce, ciò significa che da stasera comincerò a sfogliare tutti i numeri di sale & pepe, a girare per tutti i blog alla ricerca della ricetta perfetta.
Mi piacerebbe fare il cake con il tè macha e la banana, oppure quelle girelle con la crema e l'uvetta che devono essere buonissime, altre idee? Devo consultare i miei ritagli e le mie stampe e poi deciderò, sempre tenendo presente che né mio marito né mio padre amano i dolci "secchi", tipo cake, ciambelloni, ecc... se non hanno creme e cremine o ripieni o cose umide non li amano.
Il massimo per loro è la zuppa inglese, ecco se c'è un dolce che non amo è proprio la zuppa inglese, quando si dice il feeling!
Ora che ci penso giorni fa mi era presa la mania del dolce con la zucca, e sarebbe anche comodo per smaltire quel pezzo di zucca avanzato dalla vellutata dell'altro sera. Ora cerco un po'.
Oggi poi è venerdì e mi sento pure romantica... quindi mi dedico una canzoncina, veramente bella!
martedì 6 ottobre 2009
La fine della ricotta
Finalmente un po' di foto!
Prima di tutto la torta di ricotta che ho fatto ieri sera. Intanto devo dire che ho fatto fatica a trovare una torta di ricotta che non avesse una base di frolla.
A parte che non la so fare bene ma il problema è che ieri non avevo voglia, nè tempo, nè ingredienti per dedicarmi ad ulteriori virtuosismi gastronomici.
Quindi alla fine ho scelto una ricetta sciè sciuè che non mi convinceva neanche tanto, però era facile e veloce.
Pare che sia una ricetta sarda, bò, a me sembra che ricordi un po' il ripieno delle pardulas, che però non dovrebbe essere proprio di ricotta ma di un formaggetto fresco primaverile.
Comunque la ricetta è la seguente:
600 g di ricotta di capra
150 g di zucchero (anche 100 vanno bene se non si amano le cose dolci)
2 uova
zafferano
buccia di limone grattuggiato
Mescolare prima la ricotta con lo zucchero, meglio se quello ad alta solubilità. Aggiungere la buccia di limone, e poi lo zafferano.
Ora... non è la prima volta che utilizzo lo zafferano per ricette diverse dal riso, e mi accorgo che sto zafferano fetuso chimico che utilizzo lascia un retrogusto un po' fastidioso, per cui direi che è sempre preferibile lo zafferano VERO.
Poi montare bene i tuorli con lo zucchero ed aggiungerli alla ricotta.
Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale ed aggiungere all'impasto mescolando con cura dal basso verso l'alto.
Rivestire una teglia di circa 23 cm con carta forno e versare la torta, livellare con cura ed infornare a 180° per circa 50 minuti.
Deve diventare bella dorata.
Bè devo dire che è proprio buona, profumata, delicata e morbida. E anche dietetica, no?
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lunedì 5 ottobre 2009
Torta alla ricotta CERCASI.
Ieri sono venuti i miei a pranzo (al menu poi dedicherò un post dettagliato!) e siccome avevvano fatto la spesa prima di passare da noi avevano MOMENTANEAMENTE depositato nel nostro frigo circa 800 g di ricotta di pecora.
Al momento di andare via se ne sono andati... senza la ricotta.
Adesso come la utilizzo tutta sta buonissima ricotta?
Mi piacerebbe farne una torta, ma non una crostata che ho dei problemi irrisolti con la frolla (!), una vera torta che sappia di ricotta, bella profumata e morbida.
Qualche idea?
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