mercoledì 7 ottobre 2009

Clafoutis di gorgonzola e pere

clafoutis gorgonzolaEccoci qui in un’altra giornata di frustrante noia.
Non c’è niente da fare, mi devo trovare un altro lavoro. Un pochino più gratificante, ma appena appena.
E questo vuol dire che devo assolutamente mettere mano al CV, aggiornarlo un po’, renderlo un po’ più presentabile e poi cominciare a mandarlo in giro.
E poi incrociare le dita.


Stasera vorremmo andare al cinema, sempre che l’ingegnere riesca a tornare in tempo. Non c’è mai in sto periodo. Esce alle 8 e rientra alle 20. Beato chi lo vede. E devo dire che un po’ mi manca. Anche perché io non so come mai in questo periodo sono sempre stanca e verso le 10 di sera crollo e me ne vado a letto, quindi non è che sono granché collaborativa. Speriamo che passi presto questo periodo perché è abbastanza triste e vuoto. Considerando anche tutto quello che sta succedendo intorno a me. Non ho proprio le palle.



Veniamo alle solite futilità culinarie, che comunque mi aiutano sempre molto.

Sempre per il pranzo di domenica con la sacra famiglia mi sono cimentata in un
CLAFOUTIS CON GORGONZOLA E PERE
la ricetta viene da un bel blog francofono http://erynfollecuisine.canalblog.com/


4 uova

25 cl di latte

20 cl di panna liquida

75 g di farina

150 g di gorgonzola (o Roquefort, se siete in francia!)

4 piccole pere

12 noci

Pepe bianco macinato al momento

Miele liquido

Accendere il forno a 180°.
Sbattere le uova, aggiungere poi la farina, la panna, il latte, sempre mescolando.
In un’altra insalatiera schiacciare bene il formaggio fino a renderlo cremoso, incorporare le uova e mescolare fino a rendere il tutto un composto omogeneo. Aggiungere il pepe e qualche noce a pezzetti.


Rivestire una teglia da circa 22 cm con carta forno e versare il composto.
Sbucciare le pere e dividerle in quarti, poi disporle sull’impasto. Completare con i gherigli di noci.


Infornare per 50 minuti, dopo i primi 25 coprire con alluminio per non farla colorare troppo.

Servire tiepida con il miele riscaldato.

Che dire? Grassa, grassa, grassissima, però buona ed originale. Io ho usato il gorgonzola dolce temendo un sapore troppo forte, però ha perso un po’ di personalità, secondo me con il Roquefort viene meglio!
Hanno gradito tutti, anche fredda il giorno dopo.

martedì 6 ottobre 2009

La fine della ricotta

tempo
Finalmente un po' di foto!


Prima di tutto la torta di ricotta che ho fatto ieri sera. Intanto devo dire che ho fatto fatica a trovare una torta di ricotta che non avesse una base di frolla.

A parte che non la so fare bene ma il problema è che ieri non avevo voglia, nè tempo, nè ingredienti per dedicarmi ad ulteriori virtuosismi gastronomici.

Quindi alla fine ho scelto una ricetta sciè sciuè che non mi convinceva neanche tanto, però era facile e veloce.

Pare che sia una ricetta sarda, bò, a me sembra che ricordi un po' il ripieno delle pardulas, che però non dovrebbe essere proprio di ricotta ma di un formaggetto fresco primaverile.

Comunque la ricetta è la seguente:



600 g di ricotta di capra

150 g di zucchero (anche 100 vanno bene se non si amano le cose dolci)

2 uova

zafferano

buccia di limone grattuggiato



Mescolare prima la ricotta con lo zucchero, meglio se quello ad alta solubilità. Aggiungere la buccia di limone, e poi lo zafferano.

Ora... non è la prima volta che utilizzo lo zafferano per ricette diverse dal riso, e mi accorgo che sto zafferano fetuso chimico che utilizzo lascia un retrogusto un po' fastidioso, per cui direi che è sempre preferibile lo zafferano VERO.



Poi montare bene i tuorli con lo zucchero ed aggiungerli alla ricotta.

Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale ed aggiungere all'impasto mescolando con cura dal basso verso l'alto.



Rivestire una teglia di circa 23 cm con carta forno e versare la torta, livellare con cura ed infornare a 180° per circa 50 minuti.

Deve diventare bella dorata.



Bè devo dire che è proprio buona, profumata, delicata e morbida. E anche dietetica, no?

lunedì 5 ottobre 2009

Torta alla ricotta CERCASI.

ricotta_romana
Ieri sono venuti i miei a pranzo (al menu poi dedicherò un post dettagliato!) e siccome avevvano fatto la spesa prima di passare da noi avevano MOMENTANEAMENTE depositato nel nostro frigo circa 800 g di ricotta di pecora.
Al momento di andare via se ne sono andati... senza la ricotta.


Adesso come la utilizzo tutta sta buonissima ricotta?

Mi piacerebbe farne una torta, ma non una crostata che ho dei problemi irrisolti con la frolla (!), una vera torta che sappia di ricotta, bella profumata e morbida.

Qualche idea?

Le riflessioni del lunedì

BUONGIONO!
e buon lunedì.
Bella giornata, temperatura frizzantina, fin qui tutto bene.
Se però avete altre notizie di disgrazie varie intorno a me per favore NO. Aspettiamo almeno stasera.
é proprio un periodo così, pieno di dolore per tanti che conosco.
L'effetto della cosa è che comincio ad essere un po' agitata dal pensiero che prima o poi toccherà anche qualcuno davevro vicino a me. Insomma siamo circondati, prima o poi ce toccherà.


Allora sono spaevntata, faccio fatica a dormire e tutta la mia felicità si appanna un po'. E le conseguenze sono bizzarre: domenica mattina mi alzo con un dolore ai muscoli delle gambe, come se avessi fatto chissà che corsa, che nuotata o che sfozo. Non capisco, non ho fatto niente di ttto questo. Il cervello va per la sua strada e penso che ho anche questo dolore ai piedi, tutte le mattine.
La diagnosi qual è? Scarto dopo attenta analisi i tumori (ai muscoli... mai sentito...!) e penso che si, la sclerosi multipla potrebbe dare questi sintomi. Del resto (!) mia zia ne è morta ed aveva circa la mia età quando ha cominciato a manifestarsi. Penso che domattina come prima cosa cercherò su google i sintomi della sclerosi.


Stamattina sono al telefono con Monica, le racconto il week end e le dico: "ho pulito persino i vetri della doccia, ho strofinato via tutto il calcare"... miiii ... faccio due+due... i dolori ai muscoli sono dovuti alla sfacchinata piegata nella doccia per togliere il calcare! Che scema, e che paranoie!
Ok, allora i primi sintomi della sclerosi multipla per ora non li cerco, o si? magari mi pososno tornare utili in seguito.


Poi piano piano la vita prende il sopravvento e riesco a fare finta di niente, e mi dimentico di Nello, di Maria, del padre di Francesca, di Monica.
E vado avanti, sorrido e mi diverto come se niente fosse.


Insomma sembra quasi che siamo fortunati ad essere arrivati fin qui sani e salvi.
E allora penso che non bisogna buttare via il tempo e la felicità, che è tutto tempo che ci viene ragalato.

mercoledì 30 settembre 2009

scazzi mattutini

buddha


Certe volte mi chiedo cosa costi un po' di educazione. Cioè quanta fatica in più costi rispondere in quel modo di merda, con quella supponenza.

Che poi, a ben vedere, così facendo non risolve neanche il problema perchè fa fatica a comprendere realmente le domande che gli vengono poste e quindi si dilunga scocciato in risposte inutili, sottolinenando all'infinito l'unica cosa che il suo interlocutore ha capito.

Mi fa così incazzare. Non sono capace di fregarmene. Ecco perchè voglio fare yoga, così mi passa questo perenne mal di schiena e riesco ad imparare a non perdermi dietro alle cazzate.

Che poi sono così comunista che mi incazzo anche quando risponde così agli altri.

Alla fine, al di là di tutto, secondo me, rosica 'na cifra.

Perchè noi siamo felici. E il week end andiamo in giro e ci godiamo la felicità e lui no. Sta a casa a litigare. Certamente non sempre, ma secondo me spesso sì.

martedì 29 settembre 2009

Marmellata di limoni

Limoni(4)

Chissà se diventerà solida o rimarrà così liquidina.
Buona si, quasi buonissima... ma liquida.


Ho tagliato a fettine sottili 1 kg di limoni bellissimi di Amalfi e li ho messi in acqua per 24 ore.
Poi li ho scoltai ed ho fatto bollire l'acqua nella quale erano rimasti per le 24 ore.
Dopodichè ho versato l'acqua calda di nuovo sui limoni. Ce l'ho lasciata un'oretta.
Poi di nuovo scolati per benino.
Messi i imoni in pentola con tanta acqua e fatti bollire per una diecina di minuti.
Scolati ancora.

Ho fatto quindi lo sciroppo con 400 g di zcchero e 250 ml di acqua, poi ci ho versato i limoni ed ho fatto cuocere per una mezz'oretta.
Messo nei vasetti.
Adesso i tre vasetti sono in cucina a testa in giù che si raffreddano.
Speruma bìn.